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Laghi da caccia, tesori di biodiversità

Anche nel periodo di caccia aperta i laghi creati e gestiti dai cacciatori accolgono specie di avifauna interessanti, rappresentando quindi aree di elevata biodiversità in contesti sfruttati intensivamente per l’agricoltura o lo sfruttamento per edilizia.

In questo video si possono ammirare due soggetti di spatola (Platalea leucorodia), una garzetta (Egretta garzetta), che si alimentano sul fondale del laghetto realizzato dai cacciatori, insieme a un ibis sacro (Threskiornis aethiopicus), specie aliena invasiva. Anche un beccamoschino (Cisticola juncidis) alla fine del video dimostra di apprezzare la zona umida.

Un altro esempio delle azioni positive che la caccia produce nella conservazione della biodiversità, senza spese a carico di enti pubblici e della collettività.

Un buon motivo quindi, secondo Federcaccia, per cui la creazione di appostamenti fissi su zone umide create ex novo, e/o mantenute in modo corretto dai cacciatori dovrebbe essere incentivata dalle autorità italiane ed europee, quali contributi fondamentali per contrastare la cementificazione e l’agricoltura intensiva.